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Giovanni Bonanno

(Tra il 17?? / 18??)

Il 2 febbraio 1843 fu Giovanni Bonanno, principe di Petrulla, duca di Castellane e di Angiò e ministro plenipotenziario di Napoli in Vienna, a scrivere a Cesidio Bonanni d'Ocre per donargli un blasone effigiato su un suggello allo scopo di riaffermare l'uniformità dei Bonanni di Sicilia e di L'Aquila: quel blasone porta un gatto nero passante in campo d'oro e vanta l'altero motto: "neque sol per diem, neque luna per noctem" che è come affermare che nè il sole nel corso del giorno, nè la luna nell'arco della notte possono competere con lo splendore della baronia.

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