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Articoli dalla stampa
Un genitore, un figlio: un ponte
Il seguente articolo, frammento tratto dagli studi sulla storia locale condotti da Domenico Pettinella, è stato
pubblicato sulla rivista "Informazione Toccolana" (Numero 1 Anno 2003 pagina 3)
Cedino Bonanni dei Baroni di Ocre si stabilì a Tocco verso il 1885, proveniente da L'Aquila, sposando Lucia Filomusi da cui ebbe molti figli tra i quali ricordiamo
Gaetano, nato a L'Aquila il 20 settembre 1893; Luigi, pittore, allievo di G.A. Sartorio; Michele, sottotenente caduto sul fronte nella guerra 1915-18 (guerra combattuta
anche dal fratello Luigi) ; Cecilia andata in sposa all'Avv. Loreto Santucci; Eugenia.
A Cesidio Bonanni, (nonno di Cedino) appartenente al corpo nobile aquilano, venne dato il titolo patriziale con la bolla pontificia del XVI secolo.
Con R.D. 11 novembre 1858 il re Ferdinando II gli concesse il titolo trasmissibile di Barone di Ocre.
L'Arma dei Bonanni è "d'oro al gatto passante nero" (il gatto è in movimento da destra verso sinistra di chi guarda).
A Gaetano Bonanni, ingegnere civile, appartenente ad una delle più antiche famiglie aquilane dei Baroni di Ocre, l'Amministrazione comunale,
precedente quella attuale, nell'anno 2002 ha intitolato una strada cittadina ricordandolo per pubbliche benemerenze.
Già nel mese di maggio 1897, dando seguito ad una deliberazione consigliare del 13 dicembre 1894, all'esterno del Palazzo municipale di Tocco venne collocata una lapide
dettata in latino dal Prof. Angelo Di Gregorio di S. Valentino, professore al Liceo di Chieti, conosciuto e stimato da Giosuè Carducci, attestante la
costruzione del ponte sul fiume Pescara per collegare il paese alla stazione ferroviaria, opera realizzata in quattro mesi con le braccia ed il denaro della
popolazione "sotto la direzione di un laborioso comitato cittadino di cui fu animoso e impareggiabile presidente il munifico e benemerito Barone
Cedino Cav. Bonanni", genitore di Gaetano.
Gaetano Bonanni, deceduto a Roma il 24 luglio 1955 e sepolto a Tocco nella tomba di famiglia, fu educato assieme ai fratelli ed alle sorelle a sentimenti di amore verso i
bambini ed il prossimo bisognoso, sempre pronto ad aiutare tutti con la parola, consigli, disponibile ad aiutarli anche economicamente.
Cedino Bonanni educò i figli al tipo ideale "di quella onorata borghesia che con la operosità e col buon senso seppe assurgere ad elevata posizione
economica e sociale" per dare impulso al "nobile lavoro a vantaggio della famiglia, della patria e della società".
Gaetano ha studiato a Roma presso l'Istituto Nazareno, ha frequentato l'università laureandosi in Ingegneria civile e perfezionandosi in Svizzera.
Ha prestato la sua attività professionale elaborando progetti e dirigendo i lavori nei vari cantieri.
Fu presente a Napoli nella direzione di lavori dove conobbe Lulù, che sposò.
Nei vari cantieri da lui diretti era solito chiamare maestranze e manovali di Tocco dando prova di particolare sensibilità ed attenzione per assicurare loro un
lavoro che non era sempre facile trovare.
Gaetano e la sua consorte alternavano periodi di residenza tra Roma, città a lui cara, e Tocco dove abitava nella sua villa di famiglia.
L'intestazione di una strada cittadina a Gaetano Bonanni da parte dell'Amministrazione è senza dubbio l'adempimento
di un dovere soprattutto morale che coinvolge tutti i cittadini, l'intera collettività toccolana.
Con questa iniziativa si e voluto rendere onore alla memoria di un personaggio, come è stato fatto a suo tempo per il suo
genitore Cedino, che ha operato nell'esercizio delle sue funzioni come Podestà per la tutela degli interessi dei cittadini e per assicurare loro,
maggiormente durante il periodo dell'occupazione tedesca, alimenti o vestiario che potessero rendere meno dura la situazione di sofferenze e di privazioni.
Questo illustre nostro concittadino, assieme al suo genitore ci ha lasciato un patrimonio di valori umani, di pensiero, di azioni, che
debbono essere ricordati, studiati, salvaguardati dall'oblio, per metterli a disposizione delle giovani generazioni e di quelle future.
Cedino e Gaetano, padre e figlio, appartengono a due generazioni diverse che hanno operato
in diversi momenti storici difficili, animati da uguali e forti tensioni morali, umane, culturali, sociali.
Gaetano, come suo padre Cedino, fu un uomo di azione finalizzata a favore del popolo con il quale entrambi si rapportavano
per discutere, approfondire, decidere sul da farsi.
La comunità toccolana si manifestava come un organismo vivente, interessato ed impegnato a trovare soluzioni migliorative ed utili per tutti ai problemi che si presentavano.
Un organismo vivente fondato su un sentire comune tipico di una società contadina semplice, diversa da quella attuale che si mostra
come aggregato meccanico basato sulle mediazioni di scambio e di contratto.
Il barone Gaetano è stato amministratore del comune di Tocco.
Dal 13 febbraio al 26 marzo 1926 è stato Commissario Regio, indi Podestà dal 30 dicembre 1939 al 23 aprile 1943; e dal 2 ottobre 1943 al 7 luglio
1944, periodi questi segnati dalla guerra e dall'occupazione tedesca con la presenza nel nostro territorio delle SS apportatrici di lutti, eccidi, violenze.
Ad egli, pur non essendo fascista, venne dato l'incarico di Podestà riconoscendo in lui capacità e doti particolari di equilibrio, di serenità
d'animo, di preparazione professionale, che riscuotevano simpatia, fiducia, rispetto dai cittadini, certi che egli, uomo non appartenente al regime,
economicamente indipendente, li avrebbe tutelati e difesi.
Infatti più volte si era adoperato presso le autorità ed i federali fascisti a favore di cittadini che manifestavano atteggiamenti antifascisti o che non esprimevano
formale sottomissione alle regole ed alle pratiche del regime.
Del Podestà e della sua azione ed impegno durante l'occupazione tedesca è stato scritto, ricordando fatti, esperienze, testimonianze, ricordi di cittadini, da Virgilio
Felice Di Virgilio nel suo libro "Tocco Casauria - Storia Arte Tradizioni" - 1998.
Le pagine di Virgilio Felice Di Virgilio mettono in rilievo la personalità, le grandi capacità del nostro concittadino nell'affrontare le
situazioni più difficili, incurante dei pericoli, affrontati con serenità d'animo per alleviare le sofferenze del popolo, per aiutarlo a superare i momenti
difficili determinati non solo dai bombardamenti alleati, ma quelli resi più drammatici e molte volte sfociati nel sangue, dalle truppe d'occupazione
tedesche e dalle scorribande delle SS, organizzazione delinquenziale nazista che recava terrore con rastrellamenti, violenze, eccidi, distruzioni con
ferocia sanguinaria, disumana.
Il Podestà Gaetano viene ricordato per iniziative prese "con abile e dignitosa condotta" per "alleviare le sofferenze e le privazioni del suo popolo patteggiando spesso col comandante
tedesco", impegnandosi costantemente "di non far mancare ai suoi concittadini, nei limiti del possibile, gli alimenti indispensabili, tanto che
a volte ottenne perfino che il sale e la farina venissero trasportati su camion tedeschi".
Nell'estate del 1944 mise a disposizione delle famiglie, che soffrivano per la mancanza degli alimenti, il grano che era stato mietuto nelle sue terre, pronto a
donare generosamente ai bisognosi, coerente con i principi sociali, umani praticati dai suoi genitori e dai suoi antenati.
In quel periodo dell'anno 1944 i tedeschi si ritiravano dal fronte della provincia di Chieti.
Si fermarono a Tocco nel mese di giugno.
Gli ufficiali chiesero che venisse offerto loro il pasto.
Il Podestà, mobilitando e coinvolgendo l'intera popolazione, riuscì ad offrire a tutta la truppa il pasto richiesto inizialmente per i soli ufficiali.
Questa iniziativa fu ben accetta.
Il Podestà riuscì a salvare dalla furia devastatrice delle truppe in ritirata alcuni edifici e opere di pubblica utilità che i tedeschi avevano deciso di far saltare con le mine.
Purtroppo non ottenne dai tedeschi che venisse risparmiato il ponte della stazione, chiamato "Ponte del Popolo", costruito cinquant'anni prima dalla collettività
toccolana guidata e diretta dal suo genitore Cedino.
Del personaggio Cedino Bonanni e del ponte realizzato, se ne occupò la stampa a livello nazionale.
"La Tribuna" di Roma del 5 ottobre 1894, titolando l'articolo "Socialismo d'amore", riporta le impressioni del cronista nel vedere l'inaugurazione del ponte "coll'animo commosso al
ricordo di quello che l'amore, la concordia, l'energia possono creare".
"Pare, quello che sto per dire, - scrive il cronista - una favola, ed è invece una storia, la più nobile ed alta storia capace di onorare non pure un paese
di seimila anime, ma pure un'intera regione".
Sottolinea il cronista: "al Ponte viene dato il nome del Popolo, poiché è il popolo che lo ha fatto.
L'ultimo dei cittadini vi ha concorso quanto il primo signore del luogo, ciascuno si è tassato secondo le proprie forze, ed a ciascuno la nuova via
gioverà secondo i propri bisogni".
"La Tribuna" del 12 gennaio 1895 scriveva che "la stazione (ferroviaria) da poco aperta qui funziona benissimo per la quantità delle merci ed il numero dei passeggeri.
Al barone Cedino Bonanni, alla cui impareggiabile attività si deve se il nostro paese ha potuto realizzare questo sogno, sono stati da questa cittadinanza
decretati grandi onori".
"Il nome del generoso barone è così simpatico" concludeva il cronista "che una canzone popolare è sorta spontanea per perpetuarne la tradizione".
Questo ponte, a cui è legata una parte importante della storia dei cittadini di Tocco, è stato dimenticato.
La lapide affissa alla facciata del Municipio di Tocco rischia di non essere compresa per il messaggio che contiene.
Cedino e Gaetano Bonanni sono stati due grandi e validi amministratori del comune di Tocco.
Due personaggi che nell'esercizio delle loro funzioni hanno fatto valere l'interesse pubblico su quello privato, di famiglie, di amici.
Genitore e figlio con lo stesso patrimonio di valori, la medesima lealtà ed abnegazione, legati in modo inscindibile alla nostra storia locale: Cedino e Gaetano Bonanni ed il "Ponte
del Popolo" tra loro.
Questa cronaca fatta di avvenimenti, persone, popolo è la nostra storia, la storia che ci appartiene, che ci riguarda direttamente
e che ci fa comprendere, illuminandoci, il momento attuale che viviamo.
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