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Raniero Bonanni d'Ocre
(Napoli 01.06.1870 / Napoli 05.02.1949. Sepolto nella Chiesa parrocchiale di S.Lucia a mare)

Il servo di Dio Don Raniero Bonanni d'Ocre nacque a Napoli il primo giugno
1870, era appartenente alla nobiltà napoletana; figlio del Barone di Ocre Giovanni Bonanno e di Luisa dei marchesi Avati.
Dopo aver studiato lungamente in casa, si ritirò, a soli 32 anni, nel
seminario francese a Roma, dove compì gli studi ecclesiastici e dove lasciò il
più gradito ricordo di non comuni virtù.
Fu ordinato il 14 aprile 1906 a 36 anni.
Nel giorno di Pasqua del 1906
celebrò la sua prima Messa a Roma, nella chiesa di S.Ignazio, all'altare di
S.Luigi Gonzaga, da tutti ammirato per il suo angelico fervore. Era sempre
sereno di aspetto, umile e mite, di tratto santamente sacerdotale e
semplicemente aristocratico, senza alcun fasto. Ad avvicinarlo, si sentiva il
contatto con il soprannaturale e si provava un senso di attrattiva per la virtù:
non sembrava un uomo, ma un angelo di Dio.
Coadiuvò incoraggiandolo, il fratello Francesco, nell'istituzione della Lega contro la bestemmia.
Esempio di carità più unico che
raro: era impeccabile nel parlare; mai dal suo labbro una parola sfavorevole sul
conto del prossimo, molto meno dei superiori. Viveva costantemente alla presenza
di Dio, sempre pronto a parlare e ad atteggiarsi per motivi
soprannaturali.
Per la SS.Eucarestia ebbe un culto specialissimo, onde si
tratteneva, tutto assorto, per lunghe ore dinanzi al Tabernacolo. La sua Messa
era un rapimento della sua anima nel Signore. Ebbe per la Madonna una devozione
particolare: viveva affascinato dall'incanto verginale e dalla materna bontà di
Lei.
Fu ammirevole nel ministero delle Confessioni: tutti, nella sua parola,
sentivano lo spirito di Dio che si effondeva nelle proprie anime. Anche
efficacissima la sua predicazione: ciascuna parola del Maestro divino, ciascun
insegnamento della Chiesa, prima di arrivare alle anime, doveva passare per la
sua vita sacerdotale e doveva essere oggetto di lunghe meditazioni e di fervide
preghiere.
Fu per molti anni cappellano e confessore nell'Istituto "G.B de la Salle",
e la sua presenza fu ritenuta, dai religiosi preposti alla direzione,
come una particolare benedizione del cielo.
Esercitò lungamente il sacro
ministero come cappellano, come insegnante di religione e come confessore presso
le religiose figlie di nostra Signora, nell'Istituto "Giovanna d'Arco", che
tuttora ne benedicono la memoria. Fu anche vice-parroco di S.Lucia a mare, dove
lasciò il più caro ricordo delle sue eccezionali virtù.
La sua vita fu un
prolungato martirio, sofferto senza che nessuno se ne accorgesse. E le inaudite
sofferenze, consecutive a vari interventi chirurgici, trasformarono la sua
cameretta nel suo calvario, dal quale, carico di anni e di meriti, se ne volò al
cielo com'era vissuto: forte, sereno, d'esempio a tutti.
Era il 5 febbraio
1949. Il 18 febbraio 1961 fu aperto il processo ordinario per la sua beatificazione.
I suoi avanzi mortali, per disposizione della Rev.ma Curia
Arcivescovile di Napoli, si trovano in deposito canonico nella Chiesa
Parrocchiale di S.Lucia a mare (via S. Lucia, 3).
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