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Gaetano Bonanni d'Ocre
(L'Aquila 20.09.1893 / Roma 23.07.1955. Sepolto a Tocco da Casauria )
Figlio di Cesidio Bonanni d'Ocre e della baronessa Lucia Filomusi Lanciotti, Gaetano sposò il
28 aprile 1932 Filomena Muti (Napoli 07.01.1909 / Roma 19.01.1992 Sepolta a Tocco da Casauria), ma non ebbe figli.
Ingegnere civile, è ricordato dall'Amministrazione comunale di Tocco per benemerenze pubbliche, intitolandogli una strada cittadina agli inizi dell'anno 2002.
Gaetano ha studiato a Roma all'Istituto Nazareno.
Ha frequentato l'università laureandosi in Ingegneria Civile, perfezionandosi in Svizzera.
Ha prestato la sua attività professionale elaborando progetti e dirigendo lavori presso cantieri in diverse località.
Si trovava a Napoli impegnato nella direzione di cantieri, quando conobbe Lulù che sposò.
Era solito chiamare a lavorare nei cantieri da lui diretti maestranze e manovali di Tocco dando prova di particolare sensibilità ed attenzione per assicurare a questi nostri concittadini un lavoro,
che non era sempre facile trovare, per far fronte dignitosamente alle necessità delle loro famiglie.
Gaetano e la sua Lulù alternavano periodi di residenza tra Tocco, nella villa di famiglia, e Roma, città a loro cara.
Il barone aveva, nei periodi di permanenza a Tocco, visite di amici e di cittadini che cercavano un aiuto, un consiglio professionale, umano.
La villa Bonanni, come la casa, erano aperte a tutti.
Tutti potevano accedervi spinti da vari motivi e necessità, potendo contare sull'umana ed amichevole comprensione del barone.
L'intestazione di una strada cittadina a Gaetano Bonanni, decisa dall'amministrazione comunale, è senza dubbio l'adempimento di un dovere morale verso il personaggio che ha operato a favore della nostra comunità deve vedere coinvolti noi tutti.
Con questo atto, come è stato fatto a suo tempo per il suo genitore Cedino, si è voluto rendere onore alla memoria di Gaetano che ha operato nell'esercizio delle sue funzioni di Podestà per la tutela degli interessi di tutti i cittadini e per assicurare loro, maggiormente durante il periodo della guerra e dell'occupazione tedesca, viveri, vestiario, tutto ciò che era necessario per rendere meno dura una situazione di sofferenze, di privazioni, di sacrifici.
Questo nostro concittadino, assieme al suo genitore, ci ha lasciato un patrimonio di valori umani, sociali, democratici, di pensiero, di azione che debbono essere considerati valori appartenenti alla storia del nostro paese, della nostra collettività, recuperandoli dall'oblio, ponendoli all'attenzione delle giovani generazioni e di quelle future.
Si tratta di valori che hanno concorso a determinare la nostra identità di cittadini di Tocco.
Cedino e Gaetano Bonanni, padre e figlio, appartengono a due generazioni diverse, che hanno operato in difficili momenti storici e politici diversi, animati da uguali e forti tensioni sociali, umane, democratiche, culturali proprie della famiglia Bonanni, sempre rivolte e finalizzate a favore della gente, soprattutto la più bisognosa, mettendo a disposizione di tutti intelligenza, azione, sapere, per realizzare assieme al popolo e per il popolo migliori situazioni economiche, sociali, umane.
Gaetano è stato Commissario Regio al Comune di Tocco dal 13 febbraio al 26 marzo 1926, e Podestà dal 30 dicembre 1939 al 23 aprile 1943; dal 20 ottobre 1943 all'11 giugno 1944 e dal 12 giugno al 7 luglio 1944, durante il periodo duro e crudele della seconda guerra mondiale e dell'occupazione tedesca; col fronte fermo dall'inverno 1943 alla primavera 1944 in provincia di Chieti, al di là della Maiella, fino alla ritirata sulla linea gotica dell'esercito invasore nel giugno del 1944.
Il fascismo con l'emanazione delle leggi, in particolare del testo unico del 1934, rese nulla l'autonomia delle Amministrazioni Provinciali e Comunali cancellando l'elezione diretta da parte dei cittadini dei Consigli Comunali e dei sindaci, gestendo d'autorità, dal centro, la nomina del Podestà, esecutore dei voleri espressi dai Prefetti, rappresentanti del governo centrale e dai Federali del partito fascista.
A Gaetano Bonanni, pur non essendo fascista, venne conferito l'incarico di Podestà riconoscendosi in lui, che faceva parte di una famiglia nota, capacità e doti particolari di equilibrio, di serenità d'animo, di preparazione professionale, che riscuotevano simpatia, rispetto dei cittadini, fiduciosi che in lui, uomo non appartenente al regime, economicamente indipendente, potevano trovare tutela ed aiuti morali .professionali, materiali come da un amico.
Più volte si è adoperato presso le autorità ed i federali fascisti svolgendo un'azione paziente a favore di cittadini che manifestavano atteggiamenti antifascisti o che non esprimevano formale sottomissione alle regole ed alle pratiche del regime. Un suo intervento salvò dalla repressione fascista il maestro Ludovico De Lutis, socialista, antifascista, per un suo atteggiamento ritenuto irrispettoso nei confronti del Duce. Tocco aveva avuto dei confinati dalla commissione provinciale per le province abruzzesi. Si tratta di lacuone Pasquale, nato a Tocco il 25 settembre 1899, contadino apolitico ( con tale indicazione possiamo intendere uno scontento, un uomo che non accettava la situazione politica e sociale) condannato a due anni, scontati a nove mesi, nel 1935; e di Sticca Eustachio, nato a Tocco il 18 settembre 1902, bracciante, comunista, condannato nel 1934 a 3 anni, scontati a due.
Di Gaetano Bonanni della sua azione, del suo impegno, del suo ruolo svolto durante l'occupazione tedesca, ha scritto Virgilio Felice Di Virgilio riportando fatti, esperienze, testimonianze nel suo libro "Tocco Casauria - Storia - Arte - Tradizioni" - 1998. Le pagine di Di Virgilio mettono in rilievo la personalità, la pazienza, la calma, le grandi capacità d'animo del nostro concittadino, nell'affrontare le situazioni più difficili, incurante dei pericoli, superati con serenità d'animo e senso di responsabilità per alleviare le sofferenze del popolo, per aiutarlo a superare i momenti difficili causati, non solo dai bombardamenti alleati, ma anche da quelli più drammatici, molte volte sfociati nel sangue, che vedevano protagonisti la SS, organizzazione delinquenziale nazista, che terrorizzava i cittadini con scorribande, rastrellamenti, violenze, distruzioni, attuati con ferocia sanguinaria, disumana. Tocco ha avuto molti cittadini, compresi gli sfollati, uccisi dalle SS nelle rappresaglie.
Gaetano Bonanni si trovò in un dato momento della sua vita, consapevolmente responsabile, a capo di una comunità. Si fa riferimento in particolare al periodo che va dall'8 settembre 1943 al luglio 1944.
"Dalla totale mancanza di partecipazione alla vita politica italiana, cui il fascismo aveva costretto gli italiani (ricordiamo che spettava solo al Duce pensare e che egli, il Duce, padre-padrone, aveva sempre e comunque ragione), Gaetano si è trovato moralmente obbligato ad occuparsi di politica e di amministrazione in circostanze drammatiche, disastrose come si è ricordato più avanti.
Nell'inverno del 1943 Gaetano organizzò, nella casa di Tocco, agli ufficiali tedeschi di stanza nel paese, una serata d'intrattenimento con musiche eseguite al pianoforte dalla sorella Eugenia, tentando di far rivedere al comando militare la minacciata decisione dello sfollamento del paese, sfollamento evitato, oltre che in conseguenza di una grande provvidenziale nevicata verificatasi in quel mese di dicembre, certamente perché vi concorse, in maniera determinante, la dichiarazione di Chieti città aperta.
I tedeschi, dopo nove mesi della tenuta del fronte al di là della Maiella, con la caduta di Cassino sotto le forze alleate, nella ritirata verso la linea gotica si fermarono a Tocco il 9 giugno 1944. In tale occasione gli ufficiali tedeschi chiesero al podestà che venisse preparato un pasto solo per loro.
Il Podestà, mobilitando e coinvolgendo l'intera popolazione, riuscì ad offrire a tutta la truppa il pasto richiesto per i soli ufficiali. Con tale iniziativa salvò dalla furia devastatrice dei tedeschi in ritirata alcuni edifici ed opere di pubblica utilità. Purtroppo non fu possibile salvare dalla furia distruttrice il ponte di ferro sul Pescara, che congiungeva Tocco alla stazione ferroviaria, chiamato "ponte del popolo", costruito cinquanta anni prima dalla collettività toccolana, guidata e diretta dal suo genitore Cedino.
Gaetano Bonanni, come suo padre Cedino, fu un uomo d'azione finalizzata a favore del popolo col quale soleva rapportarsi per discutere e risolvere problemi con soluzioni adeguate. Questo nostro concittadino è ricordato per le iniziative prese durante il periodo della guerra e dell'occupazione tedesca, " con abile e dignitosa condotta" per "alleviare le sofferenze e le privazioni del popolo, patteggiando spesso col comandante tedesco", impegnandosi costantemente "di non far mancare ai suoi concittadini, nei limiti del possibile, gli alimenti indispensabili, tanto che a volta ottenne perfino che il sale e la farina venissero trasportati su camion tedeschi". Nell'estate del 1944 Gaetano Bonanni mise a disposizione delle famiglie, che soffrivano per la mancanza di alimenti, il grano che era stato mietuto nelle sue terre, dando prova ancora una volta di sensibilità, umanità, abnegazione, solidarietà, pronto a donare ai bisognosi, coerente con i principi sociali, umani e cristiani già praticati dai suoi avi, dai suoi genitori e dalle sue sorelle.
Era un vero e leale amico di tutti.
Si ricorda che un giorno nel suo fondaco, distrattamente ( era noto per le sue distrazioni ) chiuse, un nostro paesano, che gli aveva chiesto aiuto per sfamare la sua famiglia, dopo averlo accompagnato ed invitandolo a rifornirsi di tutto quello che gli occorreva.
Quel nostro paesano venne liberato da quell'isolamento dopo molte ore.
Gaetano Bonanni a suo modo contribuì alla lotta contro il nazi-fascismo contribuendo alla costruzione di un nuovo ordine costituzionale, sociale e politico. In Abruzzo occorre ricordare che operava la Brigata Maiella, fondata a Casoli il 5 dicembre 1943 da Ettore Troilo, seguace di Filippo Turati nell'anteguerra, che lottava contro lo straniero invasore e contro il fascismo.
La Brigata Maiella è stato un movimento politico per costruire dalle rovine del fascismo una nuova Italia con una democrazia politica e sociale.
A liberazione avvenuta l'ingegnere subì atti di violenza, minacce di morte, originati da preconcetti assurdi, da faziosità strumentali, fomentati da qualche facinoroso. Affrontò questa situazione difficile con grande dignità e non serbò rancore o risentimento verso alcuno.
Nel 1946 si iscrisse al Partito Socialista. Era allora segretario del partito Ludovico De Lutiis. Come socialista partecipò nel 1950 alle elezioni amministrative candidandosi nella lista social-comunista. Vi fu una campagna elettorale molto dura, acerrima, sleale contro questa lista democratica.
Furono denunciati brogli elettorali che portarono all'annullamento delle elezioni e all'intervento della Magistratura Penale che emise sentenze a carico di molti cittadini ritenuti penalmente responsabili.
Stralcio tratto dagli studi dell'illustre Sig. Domenico Pettinella
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